1 suggerimento per uno “storytelling” interessante

Aristotele

Hai mai sentito delle storie che non erano in grado di creare nessuna connessione mentale con chi l’ascoltava? Esistono una serie di fattori che garantiscono il successo dello “storytelling” e ogni giorno scopro nuove fonti di informazione che alla fine sono “vecchie”, come può essere la civiltà greca ed Aristotele che anche se vissuto nell’antica Grecia è sempre attuale, anche se “piazzato” nelle più moderne tecniche dello “storytelling”, perché alla fine i contesti sono cambiati, ma l’essere umano… è sempre lo stesso!

 

Aristotele

Nel libro Poetica, Aristotele racconta una serie di regole collegate al racconto di una storia, o “storytelling” (come termine moderno), e spiega che il poeta non deve descrivere tutti i fatti realmente accaduti (quello che fa lo storico), ma quelli che – sempre secondo verosimiglianza e necessità – possono accadere. Il poeta, quindi, si differenzia dallo storico non perché scrive in versi, ma perché rappresenta, invece del particolare, l’universale. I fatti che possono accadere devono comunque essere credibili (è credibile ciò che è possibile, οτι πιθανόν εστι το δυνατόν), in quanto una cosa che non è riscontrabile nell’esperienza non è verosimile o necessaria, e viceversa un evento accaduto in precedenza può sempre verificarsi ed essere possibile in un altro contesto.

Cerchiamo allora di passare le informazioni di Aristotele ad un contesto di “storytelling” moderno. Che tipo di storia può non essere verosimile ma essere allo stesso tempo probabile in base alla necessità del personaggio?

Un buon esempio secondo me è la storia di uno dei film più visti in tutti i tempi negli anni 80 che è E.T. l’extraterrestre, dove il fulcro della storia è quello di un essere alieno che cerca in tutti i modi di contattare casa sua dopo che si è perso e rimasto da solo. La storia di E.T. non può essere verosimile perché non riscontrabile in passato, e crea una connessione molto forte con l’audience perché è molto probabile che cercare di contattare casa sua sia la reazione naturale di un essere vivente qualsiasi che si è perso ed è lontano di casa. Questo è il tipo di storia che crea una forte connessione con l’audience dovuto alla sua mancanza di verosimiglianza ma alta necessità (nel caso di E.T)

Da un’altra parte invece esistono le storie che “troncano” la connessione tra l’audience e la storia raccontata, che è giustamente il caso contrario, cioè, l’eccesso di verosimiglianza e poca necessità. Come esempio possiamo prendere i classici film americani da dove è nato il termine “americanata” per come vengono raccontati. Immagina che un pilota d’aereo abbia avuto un infarto, sia svenuto e la hostess abbia dovuto pilotare l’aereo a posto suo, e per fare questo lei ha dovuto chiamare alla polizia per parlare con l’unico esperto che poteva spiegarla come fare per riportare l’aereo a terra. Quest’uomo è così bravo che nel momento in cui viene contattato da lei sta facendo contemporaneamente delle trattative al telefono per liberare degli ostaggi che sono all’interno di un altro aereo che ha una bomba al suo interno. La storia finisce con lui riuscendo a salvare tutte le persone che sono all’interno di entrambi gli aerei.

Qual’è il problema di questa storia? Come quella della maggior parte dei film considerati “americanate”?

Se questi autori avessero letto un po’ di Aristotele se ne sarebbero accorti del fatto che sono andati contro il principio di verosimiglianza e necessità, perché queste sono tutte storie più che verosimili, perché un pilota può avere un’infarto, una hostess può in qualche modo atterrare un’aereo, visto che è già successo nella realtà e un poliziotto può fare entrambe le cose che ha fatto. Detto questo, la storia diventa banale e senza “magia” allontanando il nostro desiderio di seguirla. Dall’altra parte aggiungiamo anche la necessità, interpretata in questo modo come la probabilità che questa successione di eventi possano avvenire e vediamo che in realtà è molto improbabile che eventi così rari possano avvenire, come una hostess che chiama un poliziotto per atterrare un aereo mentre lui è già al telefono con un sequestratore cercando di portare un’altro aereo con una bomba a terra.

 

Adesso che hai capito come utilizzare questo principio, cerca di usarlo all’interno del tuo racconto aumentando la tua connessione con il tuo audience per far sì che la tua storia venga ascoltata dall’inizio alla fine.

 

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Bruno Guerra

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