Imprenditore. Mettiti in gioco!

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Quando si gioca esistono due tipi di persone. Quelle che entrano in campo per giocare e quelle che stanno fuori ad osservare, e possiamo usare questa analogia in tutti gli ambiti della nostra vita, soprattutto quando l’argomento è collegato allo sviluppo di una attività imprenditoriale.

L’emozione di entrare in campo e giocare è decisamente molto maggiore rispetto a quella di stare fuori campo solamente ad osservare ed è esattamente uguale a giocare una partita di calcio in un grande stadio.

 

 

La vita è come una partita di calcio 

Molti imprenditori si sentono bloccati e forse preferiscono stare nella loro “zona di confort” rimanendo fuori solo ad osservare come si muovono i “Players”. Guardano la partita, fanno i loro commenti, dicono quello che è giusto o sbagliato, litigano tra di loro per come si muovono i giocatori e spendono tanta energia facendo di tutto, tranne che entrare in campo e giocare.

Questo succede perché anche se la sensazione di entrare in campo e giocare è migliore rispetto a quella stare fuori a guardare, manca il coraggio o le forze per fare il passo avanti e mettersi in gioco.

 

Abbi coraggio!

Uscire dalla zona di confort è sempre impegnativo per tutti, anche per i giocatori più esperti. La paura di sbagliare è sempre un “bastone tra le ruote”. Però, bisogna sempre ricordarsi che per imparare e migliorare è necessario sbagliare. I bambini hanno la capacità di imparare molto maggiore rispetto agli adulti perché si sentono liberi di provare imparando dagli errori. Ogni caduta è la motivazione giusta per rialzarsi e ricominciare. Purtroppo quando l’essere umano arriva in età adulta perde questa capacità e crede di sapere già tutto senza poter più sbagliare, bloccando tutto il processo di apprendimento di un nuovo compito o concetto come quello di essere un imprenditore.

Detto questo, ogni volta che entriamo in campo per la prima volta sicuramente giocheremo molto male. Tutte le nostre mosse saranno completamente scoordinate, ma man mano che la partita va avanti torniamo ad acquisire le stesse caratteristiche da quando eravamo neonati.

Ricordati che i bambini piccoli prima imparano a rotolarsi, per poi gattonare, camminare e alla fine correre e tutto questo processo dura almeno 3 anni e non per questo loro si tirano indietro, anzi, continuano a spingere avanti con sempre più voglia di fare. Ed è da loro, cioè, da “noi stessi di una volta” che dobbiamo imparare.

Ti invito in questo momento a fermarti e riflettere. Esiste qualcosa che ti blocca? Che non ti lascia entrare in campo e giocare? Cosa puoi fare da adesso per cambiare questa situazione? Perché continui a procrastinare su quello che devi fare per raggiungere il tuo obbiettivo?

Prenditi l’impegno di passare da osservatore a “player” nelle prossime 24 ore. Anche se questa è una piccola mossa. L’importante è mantenere la direzione e la costanza per raggiungere il tuo obbiettivo!

 

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Bruno Guerra

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